Precauzioni speciali che devono essere adottate dalla persona che somministra il medicinale veterinario
agli animali
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Il prednisolone o altri corticosteroidi possono causare ipersensibilità (reazioni allergiche).
Le persone con nota ipersensibilità al prednisolone o ad altri corticosteroidi, o ad uno degli
eccipienti, devono evitare contatti con il medicinale veterinario.
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Per evitare l’ingestione accidentale, in particolare da parte di un bambino, le parti non utilizzate
delle compresse devono essere riposte nell’alveolo aperto del blister e questo rimesso nella
scatola.
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In caso di ingestione accidentale, in particolare da parte di un bambino, rivolgersi
immediatamente ad un medico mostrandogli il foglietto illustrativo o l’etichetta.
I corticosteroidi possono causare malformazioni fetali; pertanto, si raccomanda alle donne in
gravidanza di evitare contatti con il medicinale veterinario.
Lavarsi immediatamente e accuratamente le mani dopo aver maneggiato le compresse.
4.6. Reazioni avverse (frequenza e gravità)
È noto che i corticosteroidi antinfiammatori, come il prednisolone, presentano un’ampia gamma di effetti
collaterali. Anche se singole dosi elevate sono generalmente ben tollerate, possono indurre gravi effetti
collaterali nell’uso a lungo termine.
La significativa soppressione dose-correlata del cortisolo osservata durante la terapia è il risultato della
soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene da parte delle dosi efficaci. Dopo l’interruzione del
trattamento, possono manifestarsi segni di insufficienza surrenalica che potrebbero rendere l’animale
incapace di gestire adeguatamente situazioni di stress.
Il significativo aumento dei trigliceridi osservato può rientrare in un possibile iperadrenocorticismo
iatrogeno (malattia di Cushing) che comporta una significativa alterazione del metabolismo dei lipidi, dei
carboidrati, delle proteine e dei minerali; ad es. si possono verificare ridistribuzione del grasso corporeo,
aumento di peso, debolezza muscolare, perdita di massa muscolare e osteoporosi. La soppressione
del cortisolo e l’aumento dei trigliceridi nel plasma sono effetti collaterali molto comuni del trattamento
con corticoidi (più di 1 animale su 10).
Le alterazioni dei parametri biochimici, ematologici ed epatici probabilmente associate all’uso di
prednisolone comprendono effetti significativi riscontrati su fosfatasi alcalina (aumento), lattato
deidrogenasi (riduzione), albumina (aumento), eosinofili e linfociti (riduzione), neutrofili segmentati
(aumento) ed enzimi epatici nel siero (aumento). Inoltre si osserva una riduzione dell’aspartato
transaminasi.
I corticosteroidi somministrati per via sistemica possono causare poliuria, polidipsia e polifagia, in
particolare durante le prime fasi della terapia. Alcuni corticosteroidi possono causare ritenzione di sodio
e acqua e ipokaliemia nell’uso a lungo termine. I corticosteroidi sistemici hanno provocato deposito di
calcio a livello cutaneo (calcinosi cutanea).
L’uso di corticosteroidi può ritardare la cicatrizzazione delle ferite e l’attività immunosoppressiva può
ridurre la resistenza alle infezioni o esacerbare infezioni in atto.
Negli animali trattati con corticosteroidi è stata osservata ulcerazione gastrointestinale e negli animali
trattati con farmaci antinfiammatori non steroidei e in quelli con trauma del midollo spinale l’ulcerazione
gastrointestinale può essere esacerbata dagli steroidi.
Altre possibili reazioni avverse sono: inibizione della crescita longitudinale delle ossa, atrofia cutanea,
diabete mellito, disturbi comportamentali (eccitazione e depressione), pancreatite, riduzione della sintesi
di ormoni tiroidei, aumento della sintesi di ormoni paratiroidei. Vedere anche paragrafo 4.7.
La frequenza delle reazioni avverse è definita usando le seguenti convenzioni:
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molto comuni (più di 1 su 10 animali trattati manifesta reazioni avverse)
comuni (più di 1 ma meno di 10 animali su 100 animali trattati)
non comuni (più di 1 ma meno di 10 animali su 1’000 animali trattati)
rare (più di 1 ma meno di 10 animali su 10’000 animali trattati)
molto rare (meno di 1 animale su 10’000 animali trattati, incluse le segnalazioni isolate)
4.7. Impiego durante la gravidanza, l’allattamento o l’ovodeposizione
Non usare durante la gravidanza. Studi di laboratorio hanno evidenziato anomalie fetali nelle fasi iniziali
della gravidanza e aborto o parto prematuro nelle fasi avanzate della gravidanza.
I glucocorticoidi vengono escreti nel latte e possono compromettere la crescita nei cuccioli lattanti.
Pertanto, nelle cagne e nelle gatte in allattamento il prodotto deve essere usato solo conformemente
alla valutazione del rapporto rischio-beneficio del veterinario responsabile.
4.8. Interazione con altri medicinali veterinari ed altre forme d’interazione
Fenitoina, barbiturici, efedrina e rifampicina possono accelerare la clearance metabolica dei
corticosteroidi con conseguente diminuzione dei loro livelli ematici e riduzione del loro effetto fisiologico.
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