Diversamente dall’adrenalina, l’efedrina può superare la barriera ematoencefalica in misura
limitata e in alte dosi può scatenare effetti eccitanti nel SNC, ad es. stimolazione respiratoria
e irrequietezza psicomotoria. In caso di somministrazione ripetuta di dosi elevate, lo
svuotamento del deposito di noradrenalina può provocare una rapida attenuazione
dell’azione (tachifilassi) che interessa soprattutto le reazioni cardiovascolari. Nelle dosi
ridotte utilizzare per il trattamento dell’incontinenza urinaria, questa tachifilassi non ha
rilevanza terapeutica e non è stata osservata negli studi clinici condotti su cagne con
incontinenza urinaria.
In caso di somministrazione orale, l’efedrina ha una bassa tossicità acuta. In caso di
somministrazione e.v., la dose mortale nel cane è 75 mg/kg. Dopo la somministrazione orale,
la tossicità negli animali da esperimento era circa otto volte più bassa. Nella terapia a lungo
termine nell’uomo e nell’animale non sono stati osservati segni di una tossicità cronica.
Grazie all’eliminazione rapida, in caso di utilizzo prolungato di efedrina secondo lo schema
posologico raccomandato non si verifica un accumulo.
Le reazioni avverse del trattamento con efedrina in caso di incontinenza urinaria sono le
conseguenze degli effetti simpaticomimetici indesiderati quali aumento moderato della
pressione sanguigna, battito accelerato, extrasistole e riduzione del tono del tratto
gastrointestinale. Solo in caso di consistente sovradosaggio si verifica un’intensificazione
clinicamente rilevante degli effetti simpaticomimetici e una sovreccitazione centrale.
L’incontinenza urinaria acquisita dopo la castrazione colpisce circa il 20 % delle cagne
castrate. Le razze più pesanti sono colpite molto più frequentemente di quelle leggere. La
causa dell’incontinenza è la riduzione della pressione di chiusura uretrale dopo la
castrazione. Ancora oggi il motivo di questa riduzione non è noto.
L’efedrina migliora la chiusura uretrale: tra le diverse terapie utilizzate, oggi la terapia a lungo
termine con efedrina dimostra essere uno dei metodi più promettenti in termini di efficacia.
Negli studi clinici l’efedrina è stata ben tollerata dalle cagne. Non sono state osservate
reazioni avverse clinicamente rilevanti. In rari casi sono stati osservati sintomi a livello del
SNC.
5.2
Informazioni farmacocinetiche
L’efedrina ha proprietà farmacocinetiche simili nell’uomo e nell’animale. Dopo la
somministrazione orale, viene riassorbita quasi interamente e in modo rapido, mentre le
concentrazioni plasmatiche massime vengono raggiunte dopo un’ora. L’efedrina si
distribuisce rapidamente in tutti i tessuti e può passare gradualmente anche nel SNC.
L’efedrina non viene metabolizzata attraverso le vie metaboliche delle catecolamine proprie
del corpo, il che spiega l’azione più duratura rispetto all’adrenalina. Dalla N-demetilazione
deriva come principale metabolita la norefedrina, un metabolita altamente efficace, che viene